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lea michele

Recensione: “La mia vita non proprio perfetta” di Sophie Kinsella * Review: “My (Not So) Perfect Life” by Sophie Kinsella

Alla mia libreria ho aggiunto un nuovo tesoro. Sono sempre stata del parere che ogni libro racchiuda in sé un qualcosa di magico, un messaggio nascosto che può arrivare fino al nostro cuore e non abbandonarlo più. Forse è proprio per questo che amo scrivere. E chi lo può mai dire, magari uno dei miei racconti avrà lo stesso effetto su qualcuno. Il gioiellino che ho aggiunto nella mia lista dei libri preferiti non può non essere scritto dalla mia scrittrice preferita (nonché mia fonte di ispirazione) Sophie Kinsella e sto parlando del suo ultimo romanzo “La mia vita non proprio perfetta”.

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Se mi voglio bene, allora devo farlo!

Era da tanto tempo che pensavo se riprendere o meno a scrivere il mio blog privato.

Ormai la mia vita è completamente assorbita da mille impegni, lavori, progetti… Il tempo per scrivere (bene e con ispirazione) a mia disposizione è davvero poco, prediligo scrivere sul Fashion Blog A RAinbow of Passions (ma dove non parlo solo di fashion) che curo per Style Italia / Vanity Fair Italia (edizioni Condé Nast) e scrivere della mia vita privata, delle mie emozioni e dei miei desideri nel mio diario privato…

Ma poi, per una serie di coincidenze accadutemi nell’ultimo periodo, ho sentito il bisogno di riappropriarmi di alcuni spazi che erano miei e che, come mio solito, ho deciso di sacrificare per dedicare il mio tempo a qualcos’altro o, meglio, agli altri.

Quindi, dopo attente riflessioni, mi sono detta che mi devo riappropriare di me stessa, devo volermi bene, mettermi su un piedistallo, al primo posto, coccolarmi e, pertanto, riuscire ad organizzare ancora meglio il mio tempo e dedicarmi a tutte quelle cose che mi fanno stare bene e che avevo accantonato da una parte…

Ma ora basta, devo pensare a me… Quindi se mi fa stare bene stare in casa a riguardarmi per la milionesima volta il mio telefilm preferito, allora devo farlo; se mi fa stare bene chiudermi in camera e dedicarmi alle mie collezioni, anche se chi dice che rischio il manicomio, allora devo farlo; se mi fa stare bene pulire e cucinare quando sono in ansia, allora devo farlo; se mi fa stare bene essere una manica dell’organizzazione e voglio riordinare tutto, anche quando sto male, allora devo farlo; se mi fa stare bene camminare per trenta minuti sul tapis roulant anziché rimanere a casa a studiare, allora devo farlo; se mi fa stare bene ascoltare musica che gli altri non capiscono e che fa sì che mi guardino storto, allora devo farlo; se mi fa stare bene vedere una commedia romantica un po’ troppo fantasiosa ma che mi faccia ritrovare la speranza e la fiducia nella vita e nell’amore, allora devo farlo; se mi fa stare bene scrivere in inglese e spagnolo ai miei corrispondenti in giro per il mondo anziché aprire i libri di spangolo e inglese (e intanto imparo anche così), allora devo farlo; se mi fa stare bene twittare e instagramare di quello che mi passa per la testa anche se non ha senso e potrebbe far pensare che ho manie di protagonismo, allora devo farlo; se mi fa stare bene mollare tutte quelle persone che mi hanno deluso e che credono di essere ancora mie amiche dopo che mi hanno pugnalato alle spalle (e già Giuda… proprio in periodo di Pasqua) e fare buon viso a cattivo gioco, allora devo farlo; se mi fa stare bene riaprire dopo anni il Michela’s Diary, anche se ci sono un po’ di lavori da fare e sapendo che non ci sarà nessuno che leggerà e/o commenterà, allora devo farlo.

Ed ecco che lo faccio.

♥ Scrivendo questo pezzo ho ascoltato l’album “Louder” di Lea Michele